
24 Ago La Botteguccia del Campo 64
Tra gli altopiani che segnano il confine tra Umbria e Marche, dove l’aria è fresca e la terra generosa, c’è un posto che è molto più di un’osteria: è un manifesto. La Botteguccia del Campo 64, a Colfiorito, si presenta così, con un’insegna in legno e una lavagna che promette “Tartufi, Patate e Primizie”. È un assaggio della filosofia che troverete all’interno.
La Filosofia in un “Comunicato”: Niente Menù
Il concetto qui è radicale nella sua semplicità, come recita un grande cartello all’ingresso: “NON ABBIAMO MENU MA CUCINIAMO QUOTIDIANAMENTE QUELLO CHE I NOSTRI CERCATORI HANNO TROVATO”.
Dimenticate la carta, affidatevi all’istinto della cucina e alla generosità del giorno. È un atto di fede che viene ripagato con sapori genuini, garantiti da una filiera che più corta non si può.
L’impatto è quello di entrare in un mondo a parte. Non un locale studiato a tavolino, ma uno spazio vissuto, che trasuda storie da ogni angolo. Tavoli di legno scompagnati, travi a vista, pareti coperte da fogli ingialliti, messaggi, disegni e pensieri lasciati da chi è passato di qui. L’atmosfera è un caotico e meraviglioso abbraccio di calore, un mix tra la casa della nonna, un laboratorio artigiano e il rifugio di un’artista.
I Racconti del Giorno nel Piatto
E cosa trovano, quindi, questi “cercatori”? Le foto parlano chiaro. La giornata potrebbe iniziare con una ricotta freschissima, quasi eterea, o con una semplice fetta di pane casereccio condita con un filo d’olio extra vergine d’oliva locale, come il superbo “Lirys” di Luigi Tega, un prodotto d’eccellenza che troverete protagonista su molti piatti.
A seconda dell’estro e della stagione, dalla cucina possono arrivare piatti che sono pura poesia del territorio. Immaginate dei soffici gnocchi di patate rosse di Colfiorito serviti in un bellissimo piatto di ceramica dipinto a mano, inondati da una nevicata di tartufo nero. Oppure gli strangozzi, una pasta spessa e irregolare che cattura perfettamente un sugo rosso, denso e saporito.
Il tartufo è una presenza costante e generosa, capace di impreziosire una lombata di carne o delle semplici uova strapazzate. Ad accompagnare queste prelibatezze, non manca mai la patata rossa di Colfiorito, servita nella sua squisita semplicità. Poi c’è lei, l’icona del luogo: una ciotola fumante di lenticchie di Colfiorito, l’essenza stessa di questo altopiano.
Non Solo Osteria
Come suggerisce il nome, La Botteguccia è anche un emporio dove acquistare i tesori proposti durante il pasto.
Gli scaffali in legno scricchiolano sotto il peso di: sacchi di lenticchie e altri legumi, pasta, bottiglie di vino locale, confetture artigianali e naturalmente l’olio extra vergine di oliva locale.
Curiosità: Il Significato dietro al “Campo 64”
Perché “Campo 64”? Il nome affonda le radici in una pagina di storia italiana. Le strutture che oggi ospitano negozi e ristoranti a Colfiorito erano un tempo le “Casermette”, identificate proprio con quel numero. La loro fu una doppia vita: durante la guerra, servirono come campo di prigionia. Nel dopoguerra, si trasformarono in un centro di speranza, accogliendo i profughi italiani in fuga dall’Istria e dalla Dalmazia. Il nome della Botteguccia è quindi un omaggio a questa memoria, un ponte tra il presente conviviale e un passato da non dimenticare.
Come raggiungere La Botteguccia del Campo 64




















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