
25 Apr Chiesa di Santa Croce dei Conti
Il misterioso complesso dell’abbazia di Santa Croce dei Conti nascosto dalla vegetazione, sorge sul versante opposto all’abitato di Sassoferrato in provincia di Ancona, posizionato ai piedi del Monte di Santa Crocea lungo il corso del fiume Sentino.
“Costruita dai Conti Atti, signori di Sassoferrato, negli ultimi anni del sec. XII” per i monaci Camaldolesi (provenienti dalla vicina abbazia di San Vittore alle Chiuse) e con materiali provenienti dalla romana Sentinum (l’antica città i cui resti sono ben visibili alle porte del capolougo), è una delle più importanti testimonianze d’architettura romanica delle Marche.
La chiesa, insieme a San Claudio al Chienti, a Santa Maria delle Moie e a San Vittore alle Chiuse, è una delle quattro chiese romaniche con pianta a croce greca inscritta della regione Marche.
Presenta un nucleo centrale definito da quattro alti pilastri compositi, addosso a ciascuno dei quali sono collocate due semicolonne in granito e pietra calcarea, provenienti da Sentinum. E’ stata costruita sopra le rovine di un tempio dedicato al Dio Mitra, il cui culto che ha origini orientali, è stato introdotto nella Roma imperiale diffondendosi poi in tutte le province. Il luogo, suggestivo, mistico e spirituale, presenta stili architettonici e simboli visibili su una serie di interessanti capitelli di derivazione lombarda, scolpiti in calcare bianco, motivi geometrici, vegetali, con bestiari e animali fantastici, ed uno, (l’unica scena sacra), rappresenta la Crocifissione.
Santa Croce è una chiesa dentro un’altra chiesa, perchè inglobata all’interno di un complesso abbaziale. Solo entrando e passando per una porticina laterale, è possibile vedere le mura che un tempo erano esterne, ora racchiuse dentro altre mura.
Il portale d’accesso voltato a botte è decorato con una complessa modanatura formata da tre archi a tutto sesto concentrici, decorati a motivi geometrici e fitomorfi poggianti su due capitelli con Aquile e Leoni che ghermiscono tre cobra. La lunetta che sovrasta il portale d’accesso è finemente ornata e vi è rappresentata la Vergine che stringe a sè il Bambino.
All’interno, guardando le pareti, i capitelli e le colonne continua ad emergere quella mescolanza che racconta di tempi, di luoghi e persino di credenze diverse. Se su una parete vi sono raffigurazioni che celebrano il Dio Mitra o la madre terra, – ad esempio attraverso la rappresentazione di una sirena a due code – su un’altra è possibile riconoscere simbolismi Templari. Al piano superiore della chiesa sono visibili due capitelli scolpiti che rappresentano il sole e la luna sotto forma di volti umani e che richiamano il culto del dio pagano Mitra.
Quasi su ogni parete è raffigurata una croce templare, scolpita o apposta. Su uno dei capitelli è inoltre, scolpita l’investitura di un cavaliere templare, mentre su un altro è raffigurato un Cristo trionfante con accanto Maria Maddalena che gli porge una brocca, e che inevitabilmente richiama alla simbologia del Santo Graal.
Questi simboli templari raccontano del passaggio di quest’ordine cavalleresco medioevale, che tutt’oggi si riunisce a Santa Croce per le cerimonie di investitura.
Sulla data di fondazione esistono pareri discordi. Pagnani, storico di Sassoferrato, ritiene che sia stata fatta costruire dai Conti Atti ma uno scritto trovato a San Vittore, farebbe pensare che l’abbazia sia stata realizzata precedentemente al sec. XII, così come ipotizza anche una studiosa tedesca che ritiene che la chiesa sia stata edificata nel 1090. Altri storici invece, dopo aver osservato i capitelli presenti all’interno della chiesa, hanno datato la sua fondazione addirittura all’800. La confusione sulla sua fondazione è giustificata dall’aspetto architettonico della chiesa, dai presenti diversi stili, da materiali e simbologie di diversa origine e dal suo assetto urbanistico a croce greca inscritta. Infatti tutto questo richiama uno schema architettonico orientale tipico delle chiese bizantine greche e balcaniche, e rappresenta un unicum della regione Marche.
La pianta della chiesa poi, non è perfettamente centrata, secondo alcune misurazioni sarebbe spostata da un lato e i secondi pilastri sarebbero più bassi dei primi di circa venti centimetri. Questa, un’altra ambiguità di Santa Croce e che secondo alcuni studiosi è stata voluta, in quanto la perfezione apparterrebbe solo a Dio. Secondo altri pareri questa “imprecisione” strutturale è stata cercata affinché l’abbazia incamerasse maggiore energia. Se così fosse, stando a quanto raccontano persone informate sul luogo, secondo alcune rilevazioni elettromagnetiche pare che in alcuni punti della chiesa ci sia un’energia di due milioni e quattrocento mila volte superiore al normale.
Fonte testi: Sassoferratocultura, WhyMarche, Sassoferratoturismo, Turismo.marche e Cathopedia
Foto: AZonzo
Come raggiungere la Chiesa di Santa Croce









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